Disturbi del Comportamento Alimentare ed Infanzia. Educazione Alimentare come fattore preventivo.

I Disturbi del Comportamento Alimentare nell’Infanzia
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Disturbi del Comportamento Alimentare ed Infanzia. Educazione Alimentare come fattore preventivo.

I DCA qualunque espressione clinica assumono (Bulimia, Anoressia, Disturbo da Alimentazione Incontrollata) indicano sempre un rapporto  caotico, confuso e disorganizzato con il cibo e l’alimentazione.

Da oltre venti anni sono alti i riflettori sui DCA come emergenza clinica in aumento esponenziale, da circa 10 anni la preoccupazione non riguarda solo adolescenti e giovani donne, ma anche bambini e bambine.

Il rapporto con il cibo che è funzione si vita  e di nutrimento può ammalarsi e diventare fonte  di sofferenza per molte persone, compresi bambine e bambini.

Le cause sono ad un tempo sociali, psicologiche,e evolutive e biologiche. Nessuna da sola è sufficiente a produrre un disturbo psicogeno dell’alimentazione, ma ci deve essere una forte correlazione tra tutte.

I DCA non sono “capricci” o “malattie alla moda”, sono malattie molto serie e complesse che trovano sicuramente espressione in un’epoca dove prepotenti sono i messaggi di bellezza, magrezza, attenzione al peso, veicolati non solo attraverso i mass-media ma anche attraverso l’esperienza di persone che fanno parte della realtà di chi ne soffre.

Nella letteratura scientifica magrezza, bellezza, attenzione al peso sono indicati come fattori di rischio predisponenti un disturbo alimentare, ma non sono gli unici, abitudini alimentari scorrette in ambito familiare aumentano il rischio di ammalarsi.

E’ complesso il rapporto tra cibo, emozioni e corpo. Quando questo si ammala in un momento così delicato come l’infanzia,  l’educazione ad un sana alimentazione deve rientrare a pieno titolo nei programmi di prevenzione rivolti  alla  famiglia e alla scuola.

Un fattore protettivo e quindi preventivo l’insorgenza dei DCA può essere quello di educare ad un sana alimentazione fin da piccoli.

 Alimentarsi è un gesto istintivo che risente di condizionamenti culturali e familiari, e quindi diventa un’abitudine radicata già nei primi anni di vita.

L’educazione alimentare incomincia in famiglia, il comportamento alimentare può essere appreso.

La tendenza  a mangiare un cibo o a rifiutarne un altro, il gusto ed in genere, le abitudini alimentari possono essere educate ed orientate e apprese. Molto dipende  dagli stimoli e dagli esempi che  che si ricevono in  famiglia. Il modo di alimentarsi dei genitori influenza quello dei loro figli.

Sono i genitori a dover mostrare ai figli con assoluta naturalezza “come si mangia”.

 Non è necessaria una sovralimentazione e la scelta di cibi ipercalorici,se i genitori mangiano tanta verdura e la frutta non manca mai, se in casa il consumo di dolci è ridotto, le tendenze alimentari dei bambini si orienteranno di conseguenza.

Educare ad un’alimentazione sana e corretta non dà la certezza di non ammalarsi di un disturbo alimentare psicogeno, ma abbassa la probabilità ed il rischio, insieme ad altre comportamenti protettivi, di sviluppare un rapporto malato con il cibo.

I DCA nell’infanzia sono psicopatologie complesse, all’ insorgenza dei quali i fattori di rischio da soli non sono sufficienti, in quanto, questi, devono combinarsi con una serie di fattori temperamentali,traumatici e familiari.

L’ossessione per il cibo sia esso rifiutato o fagocitato è l’espressione fuori di un malessere che ha radici altrove.

L’ educazione alimentare è un primo livello su cui intervenire all’ interno di una programma educativo più ampio che preveda altri livelli di intervento e che  sia attivo già dai primissimi anni di vita.

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