I Disturbi del Comportamento Alimentare nell’Infanzia

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I Disturbi del Comportamento Alimentare nell’Infanzia

Nell’ ultimo decennio l’insorgenza precoce dei disturbi del comportamento alimentare è notevolmente aumentata.

Sono sempre più frequenti casi di anoressia nervosa ed altri DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare)  nelle bambine di età compresa fra gli otto e i dieci anni. L’allarme è stato lanciato anche all’ultimo congresso della Società Italiana di Pediatria Preventiva  e  Sociale (SIPPS).

I sintomi

I sintomi che si osservano nelle bambine sono sovrapponibili a quelli delle ragazze adolescenti e giovani donne: forte preoccupazione per il cibo e le forme corporee, restrizione alimentare, iperattività fisica, ritiro sociale, irritabilità, ipersensibilità.

Tuttavia,per quanto riguarda il quadro clinico dei disturbi del comportamento alimentare in età evolutiva, è possibile fare ulteriori precisazioni.

Nelle bambine con anoressia nervosa sono presenti altre caratteristiche come vergogna (“sono cattivo”, “non servo a niente”, “non valgo niente”), bassa autostima  e bisogno di autocontrollo.

La bulimia nervosa nell’infanzia è molto meno comune rispetto all’anoressia nervosa. Tuttavia, anche in pazienti molto piccoli, esiste  un continuum tra bulimia ed anoressia e la transizione tra un disturbo all’atro.

Come riconoscere un DCA nell’infanzia

Nel caso di bambine riconoscere una sintomatologia di questo tipo non è semplice, in quanto la perdita di peso e la restrizione alimentare vengono scambiate per inappetenza o “lette” come sintomi da stress. Inoltre, la bambina non esplicita in modo chiaro come l’adolescente il motivo per cui non mangia, cioè la paura di ingrassare. Può semplicemente dire “non ho fame” .

Non compare, inoltre,  il segnale tipico della amenorrea, non avendo avuto ancora la prima mestruazione.

Esistono tuttavia dei segnali per capire se si è in presenza di un disturbo del comportamento alimentare: il modo in cui mangiano, sminuzzando il cibo in piccolissimi pezzi; la lentezza del pasto, l’esclusione di alcuni alimenti, l’iperattività fisica e l’assunzione di molta acqua; uso frequente del bagno dopo i pasti ed il cambiamento psicologico che sopravviene man mano che si perde il peso, espresso con sbalzi di umore, insofferenza ed irriquietezza che non facevano parte delle caratteristiche precedenti della bambina.

Altre forme di DCA  nell’infanzia

In età evolutiva i disturbi del comportamento alimentare possono presentarsi sotto altre forme note come  FAED disturbo emotivo di evitamento del cibo, Selective Aeteing  alimentazione selettiva  ,  Disfagia funzionale.

Il disturbo di evitamento del cibo si manifesta con caratteristiche simili all’anoressia per quanto riguarda l’evitamento del cibo e la perdita di peso, ma sono assenti segnali come preoccupazione per la forma fisica, peso ed immagine corporea distorta. La gravità di questo disturbo è simile a quella dell’anoressia nervosa compresa la gravità delle conseguenze mediche.

L’alimentazione selettiva è un disturbo molto diffuso la cui caratteristica è proprio quella di un’alimentazione “molto selettiva” dei cibi:la gamma di cibi con cui i bambini si nutrono è molto selettiva comprendendo a volte quattro o cinque categorie di alimenti. Il problema più manifesto è rappresentato dal disagio sociale e dalla vergogna, che diventano ancora più evidenti durante l’adolescenza, momento in cui viene richiesto aiuto terapeutico.

La disfagia funzionale riguarda la difficoltà di deglutizione e paura di vomitare o soffocare. Non è stata individuata alcun a causa organica, né preoccupazione per i corpo o percezione alterata delle sue forme. Bambini che soffrono di questo disturbo, spesso, hanno visto qualcuno vomitare, fare fatica a deglutire o quasi soffocare, cosa che ha prodotto in loro ansie e paure profonde.

La prevenzione come risorsa terapeutica

I disturbi del comportamento alimentare nell’infanzia sono piuttosto insidiosi e non facilmente riconoscibili, in quanto i cambiamenti psicologici e fisici possono essere attribuiti alla giovane età.

Attualmente, la prevenzione, attraverso programmi formativo-informativi nelle scuole, rappresenta  lo strumento utilizzato per identificare comportamenti alimentari patogeni la cui insorgenza comporta seri rischi per la salute fisica  e psichica, anche irreversibili.

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